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mercoledì 20 febbraio 2013

L'Omaha visto da Jeff Hwang.

http://www.dgs3-editrice.it/libro-pot-limit-omaha.html.
Il libro è utile sia per chi conosce già le basi del gioco e vuole approfondirle, sia per chi non ha mai giocato a Pot Limit Omaha in vita sua.
La prima parte del libro di Hwang è tutta incentrata a mostrare le diversità che esistono tra il Texas Hold’Em No Limit ed il Pot Limit Omaha, è una parte importante perchè spesso ci si illude che il PLO è solo un THE giocato con quattro carte.
Il gioco dell’omaha e’ una forma di poker hold’em in cui ogni partecipante riceve preflop 4 carte. Come nel texas hold’em vi e’ poi un flop di tre carte, a cui fanno seguito la distribuzione di una carta sul turn ed una sul river.
In caso di showdown vince la migliore combinazione di 5 carte ottenuta utilizzando 2 (e solamente 2) delle carte del giocatore, e 3 (e solamente 3) delle carte comuni sul board che e’ piu’ difficile da leggere, ed eventuali errori si possono rivelare assai costosi.
Il gioco richiede un approccio molto diretto, che lascia meno spazio alla creativita’: la componente bluff e’ piu’ ridotta (il valore delle mani e’ solitamente prevalente sulla posizione), cosi’ come piu’ basso e’ il rischio di trovarsi di fronte a delle situazioni di check raise (offrire una free card e’ infatti assai pericoloso)
La varianza puo’ essere molto alta ed il gap tra i giocatori migliori e quelli peggiori e’ ridotto.
Le bad beat (e di conseguenza anche le lucky draw) sono all’ordine del giorno. Se non ci si avvicina al gioco con pazienza, concentrazione e disciplina, il rischio di andare in tilt e’ alto.
Il Pot Limit Omaha è un gioco di grandi progetti, spesso, se non sempre, i punti chiusi al flop vengono superati al turn ed al river.
Il libro ci insegna come selezionare le mani iniziali in base alla nostra posizione ed al tipo di board che possiamo incontrare.
Nell’Omaha non è infrequente trovare una scala minima che si contrappone ad una scala massima, è una buona cosa imparare a foldare i progetti che al massimo possono condurre ad una scala minima, il set al flop in un tavolo full handed è quasi sempre superato prima della fine della mano.
Uno dei concetti chiave è avere sempre un redraw, cioè un punto floppato più la possibilità di chiudere un punto migliore entro l’arrivo del river.
In buona sostanza impattiamo il punto con il nostro avversario, ma noi abbiamo un redraw e lui no, possiamo solo vincere.
Hwang  scrive: " Quello che è più importante nel Pot Limit è la posizione" non la forza percepita del proprio range, La differenza sostanziale rispetto al No Limit Hold'em è che preflop nessuna mano è marcatamente favorita rispetto ad un'altra.
Un altro concetto chiave espresso dal libro di Jeff Hwang è quello dei progetti, nell’Omaha i progetti possono arrivare ad avere anche 20 outs, quindi un progetto a 13 outs è debole, mentre con un progetto a 17 outs si è disposti a mettere tutte le proprie chips al centro del piatto.
Un punto fondamentale del poker Omaha è che si gioca per i nuts, nell’Omaha full table il second nuts è quasi sempre perdente.
Una volta individuati i punteggi che fanno finire molti soldi nel piatto conosciamo quelli che sono gli obiettivi del big play, lo stile di gioco professato da Hwang è quello di trovarsi in vantaggio nel momento in cui stanno per finire tutti i soldi nel piatto.
Con un’accurata selezione delle starting hand ed una buona lettura del board è una situazione che si può ricreare con una certa continuità.
Il libro comprendere anche moltissimi esercizi pratici, specialità in cui Hwang è un vero maestro, consigli sul bankroll e due brevi sezioni sul Limit Omaha Hi/Low e Pot Limit Omaha Hi/Low.
Tratto dal Web> e ricordate un vecchio detto: se una cosa puo’ accadere, accadra’ ad un tavolo di omaha.
 Buon Poker a tutti, Patty:*

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