Stuart Errol Ungar (New York, 8 settembre 1953 – Las Vegas, 22 novembre 1998) è stato un giocatore di pokerstatunitense. Detto The Kid, gareggiava principalmente al poker Texas Hold'em ed al gin rummy,
ed è considerato il più forte giocatore del mondo di sempre in
entrambi i giochi. E' stato l'unico giocatore ad aver vinto per ben tre
volte il main event di Texas Hold'em delle World Series of Poker.Giovinezza
Stu Ungar nacque da genitori Ebrei ed è cresciuto nel Lower East Side di Manhattan, New York. Suo padre, Isadore ("Ido") Ungar, era uno strozzino che gestiva un bar-club nel quale si poteva anche giocare d'azzardo. Ciò espose Stu al gioco d'azzardo sin dalla giovane età. A dispetto dei tentativi di Ido di tenere il figlio alla larga dal gioco, Stu iniziò presto a giocare tornei di gin rummy facendosi un nome nel giro. Nel 1968 Ido morì per un attacco di cuore fra le braccia della moglie. In seguito alla morte del padre, con la madre resa inabile da una malattia, Ungar cominciò a girare al largo dalla scena newyorkese del gioco d'azzardo fino all'età di diciotto anni, quando entrò in rapporti amichevoli con Victor Romano, presunto membro della famiglia criminale dei Genovese. Romano, la cui memoria era talmente brillante da permettergli di imparare a memoria spelling e definizione di ogni parola presente su un dizionario (abilità affinata nel tempo trascorso in prigione), condivise con Ungar l'interesse per il calcolo delle probabilità nel gioco d'azzardo. I due strinsero rapporti così intimi che Romano divenne per Ungar una figura paterna.
La vicinanza al mondo della criminalità portò Ungar a trovarsi in alcune interessanti situazioni nella sua vita adulta. Un giorno era pronto per volare in Europa per partecipare ad un torneo. Stu era l'unico tra tutti i giocatori di poker in partenza a non avere il passaporto, non avendo neppure un numero di previdenza sociale (si procurò un "Social Security Number" solo dopo aver vinto le World Series del 1980, e solo perché era necessario per riscuotere la vincita). Ungar fece presente agli agenti dell'aeroporto di avere immediato bisogno del passaporto, e questi gli risposero che per una piccola tassa le cose avrebbero potuto svolgersi più velocemente. Ungar fraintese il senso delle parole, ritenendo gli stessero chiedendo una bustarella. Era abituato alla cosa, avendo visto molte situazioni simili durante la sua amicizia con Victor Romano, e diede all'agente 100 dollari. In realtà l'agente faceva riferimento ad una "tassa sull'urgenza", procedura molto comune in casi del genere, e quindi stava per far arrestare Ungar per tentata corruzione. Ma l'intervento dei colleghi pokeristi risolse la situazione.
Ungar era famigerato per la continua e forte critica che rivolgeva ai suoi avversari. In ogni caso la sua amicizia con Romano lo proteggeva da quei giocatori che non accettavano di buon grado il suo modo di comportarsi al tavolo. Si dice che un uomo, dopo essere stato sonoramente sconfitto da Ungar, cercò di colpirlo in testa con una sedia. Qualche anno più tardi Ungar racconterà che pochi giorni dopo l'episodio quell'uomo fu trovato morto, ucciso a colpi di arma da fuoco.
Gin Rummy e passaggio al PokerNel 1963, all'età di 10 anni, vinse un torneo locale di gin rummy. In seguito alla morte del padre lasciò la scuola per giocare a tempo pieno, al fine di aiutare la madre e la sorella, e cominciò a vincere regolarmente vari tornei, che gli garantirono vincite superiori a 10.000 dollari. Sin dal 1976 era considerato uno dei più forti giocatori newyorkesi. Alla fine dovette lasciare New York, a causa dei debiti di gioco dovuti alle scommesse sulle corse: perdeva in scommesse più di quanto non guadagnasse con le carte. Andò prima a Miami e successivamente a Las Vegas, dove incontrò la ragazza che sarebbe diventata sua moglie. Lei aveva già un figlio, ed insieme ne avrebbero avuto un altro.
Uno dei motivi per cui Ungar concentrò la sua attenzione esclusivamente sul poker fu la sua esclusione dal giro del gin rummy a causa della sua reputazione: infliggeva pesanti sconfitte a chiunque lo sfidasse, incluso colui che all'epoca era riconosciuto come il più forte giocatore di gim rummy, tale Harry "Yonkie" Stein. Ungar sosterrà che Stein, dopo la pesante sconfitta subita in quella partita (giocata con elevati importi di denaro) sparì dal giro dei circoli di gin e smise di giocare a livello professionale.
Dopo aver battuto Stein ed altri giocatori professionisti, Ungar divenne un uomo segnato. Nessuno voleva più giocare con lui a gin rummy a causa della sua abilità palesemente superiore, senza considerare la sua incapacità di creare l'impressione che fosse possibile batterlo. Arrivò ad offrire ai suoi potenziali avversari handicap per poter rendere equo lo scontro.
Era noto per l'abitudine di lasciare che il suo avversario guardasse l'ultima carta sul tavolo, offrire sconti agli avversari sconfitti e di giocare ogni mano nella posizione del mazzante, tutte cose che avrebbero dovuto porlo in posizione di netto svantaggio, ma che non gli impedivano di riuscire comunque a prevalere.
Si racconta che un noto baro chiamò Ungar per sfidarlo ad un match di gin rummy. Stu sapeva bene che il suo avversario barava, ma accettò ugualmente la sfida. Durante il match Ungar aveva al suo fianco una guardia del corpo, mandatagli dai suoi finanziatori; era una misura necessaria, in quanto a quei tempi non era insolito che i guardaspalle di un giocatore perdente assalissero e uccidessero il vincitore per riprendere i soldi persi. La guardia del corpo di Ungar si accorse che l'avversario stava barando, e irritato dalla cosa chiamò Stu in disparte per dirglielo. Tutto ciò che Ungar rispose fu: "Lo so. Non preoccuparti. Lo batterò comunque". E infatti vinse anche quella partita.
Al tempo in cui Ungar si trasferì a Las Vegas il gin rummy era più giocato in forma di torneo che non di scontro testa a testa. Ungar vinse o finì nelle prime posizioni in così tanti tornei che molti casinò gli chiesero di non giocare più, in quanto molti giocatori dicevano che non si sarebbero iscritti se Ungar fosse stato tra i partecipanti. Successivamente Ungar, nella sua biografia, dirà che amava vedere i suoi avversari perdere lentamente il controllo durante una partita dopo essersi resi conto dell'impossibilità di vincere, e il fatto che lo guardassero con la disperazione negli occhi. Definiva questa cosa "Fucking beautiful" ("Fottutamente meravigliosa").
Sebbene attualmente tutti ricordino Stu come giocatore di poker, egli si considerava migliore come giocatore di gin rummy a tal punto da poter affermare: "Suppongo che un giorno qualcuno potrà essere un giocatore di no limit hold'em migliore di me. Ne dubito, ma potrebbe succedere. Ma, ve lo giuro, non vedo come qualcuno potrebbe mai giocare a gin rummy meglio di me".
Alle World Series
Nel 1980 si iscrisse alle World Series of Poker. Vinse l'evento principale (il torneo di Texas Hold'em) sconfiggendo la leggenda del poker Doyle Brunson e diventando il più giovane campione del mondo nella storia (record poi battuto nel 1989 da Phil Hellmuth). Ungar dimostrava un'età più giovane dei suoi ventisette anni e per questo motivo fu soprannominato "The Kid" (il ragazzino). L'anno successivo difese con successo il titolo, sconfiggendo Perry Green nel testa a testa finale. Durante le World Series del 1992 Ungar si scontrò con Mansour Matloubi (vincitore nel 1990, quindi non certo un principiante) in un testa a testa di Texas Hold'em dal buy-in di 50.000 dollari. Dopo alcune mani uscirono le carte 3-3-7-K-Q. Matloubi bluffò, e andò all-in per 32.000 dollari. Stu fece rapidamente call, senza avere alcun punto in mano, ma un 10 come carta alta, e contemporaneamente disse a Matloubi che le sue carte erano 4 e 5 o 5 e 6. Matloubi girò le proprie carte, che erano un 4 e un 5. Ungar vinse la partita.
Al tavolo da BlackjackUngar, dotato di un quoziente intellettivo che lo classificava come "genio", e di una straordinaria memoria fotografica, era in grado di contare tutte le carte presenti in un sabot di blackjack composto da sei mazzi di carte. Nel 1977 scommise 100.000 dollari con Bob Stupack, proprietario di un casinò a Las Vegas, che sarebbe riuscito a contare tutte le carte di un sabot di blackjack composto da sei mazzi, indovinando le ultime tre carte. Ungar vinse la scommessa.
Stu fu condannato nel 1982 dalla Commissione del New Jersey sul Gioco d'Azzardo, per presumibile imbroglio al tavolo di blackjack in un casinò di Atlantic City. Il casinò sostenne che Ungar ponesse di nascosto delle fiches extra sulle sue giocate vincenti, per garantirsi una vincita maggiore. Ungar negò sempre con forza l'accaduto.
La condanna gli impose di pagare 500 dollari, cifra quasi insignificante per lui, ma allo stesso tempo lo obbligava ad ammettere di barare, cosa che si rifiutò sempre di fare. Ungar credeva che la sua memoria e l'abilità nel contare le carte (tecnica non illegale) fossero doti naturali, e che per questo non aveva bisogno in alcun modo di barare al tavolo da blackjack.
Ungar portò la causa in tribunale e vinse, evitando la multa di 500 dollari. Dovette comunque pagare circa 50.000 dollari in spese legali e di viaggio. Ma la sua reputazione restò intatta. Nella sua biografia Ungar dirà che la stanchezza per i viaggi ed i dibattimenti fu tale da non permettergli di difendere il titolo nelle WSOP.
Il suo talento e la sua reputazione erano talmente notevoli da farlo escludere dal gioco nei casinò. Era virtualmente impossibilitato a giocare a blackjack sia a Las Vegas che in qualunque altro posto.
Un uomo generosoI suoi amici ricordano come Ungar fosse (quando aveva soldi) la persona più generosa che avessero mai conosciuto. La sua volontà di aiutare gli amici era risaputa e vari episodi da loro raccontati lo testimoniano.
Una volta, durante una grande serie di vittorie, spedì al suo vecchio amico e compagno di scommesse Michael "Baseball Mike" Salem una somma sufficiente a pagare diversi mesi del mutuo sulla casa. Salem non chiese mai quei soldi ad Ungar: gli aveva solo accennato di avere recentemente perso una grossa cifra.
Il suo avvocato raccontò che un giorno Ungar gli chiese come se la passasse, e questi gli rispose di avere delle piccole difficoltà finanziarie. Ungar prese 10.000 dollari dalla tasca e glieli diede, dicendogli: "Prendili e ridammeli quando puoi. E se non puoi ridarmeli va bene lo stesso".
Anche l'amicizia tra Ungar e Mike Sexton ebbe origine da un atto di generosità del campione newyorkese. Ungar stava giocando e si fece sostituire da Sexton in una mano per andare in bagno (la cosa sarebbe in effetti stata irregolare, ma per i più grandi professionisti si faceva un'eccezione). Sexton incastrò una scala, ma comunque giocò in maniera non aggressiva. Ungar tornò dal bagno a metà della mano e fu sorpreso dal vedere che i suoi soldi erano nel mezzo di un piatto molto consistente. Sorprendentemente incoraggiò Sexton ad essere più aggressivo, e l'amico concluse la mano vincendo il piatto. Ungar prestò 1.500 dollari a Sexton per giocare ad un altro tavolo e il suo amico vinse 4.000 dollari, che divise con Ungar.
Anche la leggenda del poker Doyle Brunson ha un episodio da raccontare riguardo alla generosità di Ungar, persino nei confronti degli sconosciuti. I due campioni stavano passeggiando per Las Vegas, quando un uomo li fermò, chiedendo a Stu dei soldi. Ungar gli diede una banconota da 100 dollari. Brunson gli chiese chi fosse quell'uomo, e Ungar rispose: "Se lo avessi saputo gliene avrei dati duecento".
Offriva costantemente pranzi e cene ai suoi amici, anche se le sue abitudini in fatto di alimentazione erano piuttosto singolari. Ungar vedeva il nutrirsi come qualcosa che andava fatto in fretta, perché di fatto il tempo per mangiare era sottratto al gioco, e i suoi amici dicevano che mangiava come un animale selvaggio. Era solito telefonare in anticipo ai ristoranti affinché tutti i piatti (per lui ed i suoi ospiti) fossero già in tavola al suo arrivo. Sexton rimarcò che, considerato che Ungar pagava sempre per tutti, indipendentemente dal costo del pasto, non era possibile discutere il suo metodo. Stu entrava di corsa nel ristorante, divorava il cibo il più velocemente possibile, lasciava i soldi per pagare più una generosa mancia sul tavolo ed era pronto ad andare via, anche se i suoi ospiti erano ancora agli aperitivi o agli antipasti.
Ma la sua generosità per gli amici non si limitava a pranzi e cene: Ungar in una occasione vinse circa 1,5 milioni di dollari scommettendo ai cavalli ed organizzò una festa per i suoi amici in uno strip club. La serata vide Ungar ed i suoi amici divertirsi in una sala VIP con numerose ragazze e parecchie bottiglie di champagne Crystal. Sexton valutò che il costo della serata potesse aggirarsi intorno agli 8.800 dollari, che Ungar pagò, senza chiedere mai a nessuno dei partecipanti di contribuire in alcun modo.
Il divorzio e la droga
Ungar
e la moglie Madeline ebbero una figlia, Stefanie. Ungar inoltre adottò
legalmente Richie, il figlio frutto del primo matrimonio di Madeline.
Richie si suicidò poco dopo il proprio ballo scolastico di fine anno, e
la cosa distrusse Stu e Madeline, che divorziarono nel 1986.Fu intorno a questo periodo che Stu iniziò a far uso di cocaina. Sosterrà di aver iniziato su consiglio di alcuni giocatori, che sostenevano che la capacità della droga di tener sveglio ed energico potesse essere utile durante le lunghissime sessioni di poker di un torneo. L'uso "ricreativo", comunque, arriverà di lì a poco.
I problemi di Ungar con la droga aumentarono al punto che, nelle World Series del 1990, per le quali era stato finanziato dall'amico e giocatore professionista di poker Billy Baxter, nel terzo giorno del torneo fu trovato privo di sensi sul pavimento della sua stanza di albergo, in seguito ad un'overdose. Ma i soldi vinti nei due giorni precedenti gli permisero comunque di classificarsi al nono posto, incassando 20.500 dollari.
In quel periodo molte volte nella vita di Ungar si verificò la serie di eventi che lo vedeva in un primo tempo vincitore di forti somme al tavolo da poker, e successivamente perdere tutto in droghe e scommesse su sport e corse di cavalli. Ungar sperperò tutte le proprie vincite in cocaina e scommesse, passando per quattro volte dallo status di milionario alla bancarotta.
La sua dipendenza lo debilitò talmente dal punto di vista fisico che molti suoi amici e colleghi, in un reportage della ESPN su di lui, dissero che non sarebbe vissuto abbastanza da vedere il suo quarantesimo compleanno. Si sbagliarono, ma non di molto. Nello stesso reportage un suo amico disse che l'unica cosa che lo teneva in vita fosse la sua determinazione nel voler vedere la figlia Stefanie crescere.
Molti dei suoi amici cominciarono ad incoraggiarlo ad entrare in un programma di riabilitazione. Ungar rifiutò, sostenendo che svariate persone di sua conoscenza gli avevano detto che ottenere le droghe era più facile in riabilitazione che non per strada.
"The Comeback Kid"
Nel 1997, Ungar era fortemente indebitato, ma ancora una volta fu aiutato dal suo amico Billy Baxter, che gli prestò i 10.000 dollari di buy-in per le World Series of Poker. Su di lui erano palesi i danni fisici dovuti agli anni di dipendenza, soprattutto per le cavità nasali. Ma dimostrò anche che le sue capacità mentali erano rimaste invariate. Durante il torneo Stu tenne una foto della figlia Stefanie nel portafoglio, e la chiamò regolarmente per aggiornarla sui suoi risultati.
Ungar giocò l'ultima mano del torneo contro John Strzemp, un imprenditore di Las Vegas. Strzemp puntò molto forte, Ungar decise di controrilanciare andando all-in e Strzemp chiamò la puntata. Ungar aveva A-4, Strzemp A-8. Le prime quattro carte girate dal mazziere furono favorevoli a Strzemp: A-3-5 3; soltanto un 4 o un 2 avrebbero permesso ad Ungar di vincere la mano. L'ultima carta fu proprio un 2 che gli consentì di chiudere la scala.
Ungar vinse il torneo e si laureò primo giocatore della storia capace di vincere tre diverse edizioni delle World Series (John Moss, anche lui tre volte campione, vinse le sue prime World Series per votazione). Dopo la vittoria mostrò la foto della figlia alle telecamere, dedicandole la vittoria. Lui e Baxter divisero in parti uguali il milione di dollari vinto. In seguito al successo Ungar fu soprannominato "The Comeback Kid" (all'incirca "Il ragazzino ritornato"), a causa del lungo periodo (sedici anni) intercorso tra la vittoria del 1981 e questa.
Durante il torneo Ungar indossò un paio di occhialini rotondi blu cobalto che, secondo il suo co-biografo Peter Alson, dovevano nascondere che le sue narici fossero collassate a causa dell'abuso di cocaina. Si dice che Ungar avesse effettuato una rinoplastica per ridurre i danni al naso, ma che il ricominciare ad utilizzare cocaina abbia causato il definitivo collasso delle narici.
Gli ultimi anni
Ungar fu trovato morto nella sua stanza all'Oasis Motel di Las Vegas. Aveva con lui 800 dollari, ciò che rimaneva di un prestito concessogli una settimana prima da Billy Baxter per tornare ai tavoli da poker. Ungar perse molti di quei soldi in una partita con posta in gioco molto alta al casinò Bellagio, ma si alzò dal tavolo con più degli 800 dollari ritrovati nella stanza. Non si sa con precisione cosa fece con i soldi rimanenti. L'autopsia mostrò tracce di droga nel suo organismo, ma non tali da poter essere considerate causa diretta della morte. Il medico legale concluse che la causa della morte fosse da attribuire ai danni causati al cuore dagli anni di abuso.
Nonostante le vincite milionarie al tavolo da poker, Ungar morì senza lasciare beni a suo nome. Il suo amico Bob Stupak organizzò una colletta per pagare le spese del funerale.
L'eredità come giocatore
Ungar
è ancora considerato da molti giocatori il più grande talento di
sempre: in carriera ha vinto almeno 30 milioni di dollari. Con John Moss, è l'unico pokerista ad aver vinto tre volte le World Series:
va però considerato che la prima vittoria di Moss fu per voto
popolare, mentre le tre vittorie di Ungar sono state conquistate al
tavolo.La sua vittoria alle World Series del 1997 è considerata particolarmente notevole, poiché ottenuta dopo sedici anni di abuso di droghe. Alle World Series Ungar vinse complessivamente cinque "braccialetti" (ossia titoli) e incassò più di due milioni di dollari.
Vinse inoltre tre edizioni dell'Amarillo Slims Super Bowl of Poker, all'epoca considerato il secondo torneo al mondo per importanza, nel 1983, 1988 e 1989. Ha inoltre vinto dieci tornei di Texas Hold'em dal buy-in pari o superiore a 5.000 dollari. Diceva spesso: "Non voglio essere chiamato un "buon perdente"! Mostratemene uno ed io vi mostrerò che è solo un perdente".
Maltrattava spesso i dealer, soprattutto quando stava perdendo. A loro elargiva comunque generose mance, indipendentemente se stesse vincendo o meno.
Molti suoi colleghi sono d'accordo nell'affermare che Ungar avrebbe potuto vincere molto di più se non si fosse stufato di imparare "l'arte dello spingere": Ungar fu spesso incoraggiato a rallentare il gioco contro gli avversari nettamente inferiori, per dargli l'illusione di poterlo battere, in modo da farli tornare con più soldi. Invece lui giocava senza pietà, cercando di sconfiggere i propri avversari nel peggior modo possibile.
Sulla sua vita è stato realizzato, nel 2003, un film intitolato High Roller: The Stu Ungar Story, diretto da A.W. Vidmer. Stu fu interpretato da Michael Imperioli, successivamente interprete del telefilm "I Soprano".
La figlia Stefanie pronunciò le famose parole "Shuffle up and deal" ("Mescolate e distribuite", la frase che di fatto dà inizio al torneo) alle World Series del 2005.
Stu Ungar fu inserito nella Hall of Fame of Poker nel 2001.(dal Web)
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