Saper individuare la miglior mano possibile spesso non è così intuitivo, e la sottile linea che separa il punto nuts dalla seconda mano in termini di valore può portarci talvolta a vincere o perdere piatti davvero importanti.
Non riuscire a riconoscere il nuts è un errore davvero molto grave, dobbiamo quindi allenarci per riuscire a calcolare subito quale sia la miglior mano possibile e agire di conseguenza, cogliendo ogni possibile informazione che il board possa darci.
Nella pratica quotidiana del Poker, raramente ci troveremo ad avere il punto nuts, e alcune di queste volte non saranno nemmeno molto redditizie perchè si tratta di punti spesso decisamente evidenti e individuabili da tutto il tavolo, ma ciò che noi dobbiamo fare è cercare di spingere nel modo e nel momento giusto perchè quelle mani ci fruttino il più possibile.
Impariamo un po’ alla volta a fare mente locale e a correlare il board con il range di mani possibili dei nostri avversari, misurando così anche la forza della mano in nostro possesso e la possibilità o meno di vincere un eventuale show down.
Un giocatore molto forte fa risaltare la sua bravura gettando le carte, anche se ha un punto a prima vista "nuts" (imbattibile). La mano che andiamo ad analizzare si giocata tra due fortissimi campioni del poker moderno nella specialità Texas Hold'em. La mano che analizziamo si è giocata durante la terza edizione del programma televisivo "Premier League Poker", un evento tra i più prestigiosi al mondo che vede la partecipazione di alcuni dei giocatori più acclamati e forti del circuito mondiale di poker.
La mano è stata giocata quando al tavolo verde erano presenti in sei: Juha Helppi, la bella Vicky Coren, Nenad Medic, Phil Hellmuth (11 braccialetti alle WSOP), il simpatico o antipatico Tony G e infine il fenomeno del momento Tom Dwan (probabilmente il secondo giocatore più forte al mondo di cash dopo il fortissimo Phil Ivey), conosciuto anche come giocatore di poker online come "durrrr". La mano è da seguire con molta attenzione perché entrambi i giocatori l'hanno giocata molto bene, anche chi alla fine ha perso il piatto.
Successo sicuro
Come abbiamo detto, entrambi i giocatori di questa mano danno a modo loro una lezione su come giocare a Texas Hold'em: Tom Dwan dimostra come si possano guadagnare molte chip in una mano vinta già dopo il flop mentre Hellmuth insegna come alla fine si possano gettare le carte anche si si ha un punto molto forte come il colore. Tom Dwan con un full d'Assi dopo il flop non ha bisogno del PC (che in quel momento gli da il 99 per cento di vittoria come probabilità) per sapere di avere un punto imbattibile e quindi nuts. In questi ultimi anni Dwan si è fatto la fama di essere un giocatore molto aggressivo, capace anche di escogitare grandi bluff. Il suo problema in questa mano è quello di scegliere la giusta strategia per riuscire a togliere a Hellmuth più chip possibile. Dwan decide dunque di giocare in slow-play (piano) per non far fuggire Hellmuth e non fargli intuire il gran punto che ha in possesso.
Essendo lui il primo a dover parlare decide di bussare (check) e vedere (call) ogni sua eventuale puntata fino all'uscita del river. In questo modo riesce a guadagnare 2 buone puntate dopo il flop (le prime tre carte scoperte) e il turn (quarta carta), oltre una puntata più alta da parte del suo avversario dopo aver visto l'ultima carta al river.
Con il suo "check and call" e "check and all-in" ha giocato la mano "quasi perfetta". Diciamo quasi perché secondo alcuni critici Tom avrebbe potuto guadagnare ancora più chip. Molti ritengono che se invece di fare check e poi all-in dopo il river si fosse limitato ad una semplice puntata sostanziosa, il suo avversario che conosce bene la sua history, avrebbe potuto credere a un bluff e rilanciare pesantemente. Altri credono che se Dwan avesse finto un bluff dopo aver visto la parta del turn, quella che ha dato a Hellmuth il colore, allora il suo avversario avrebbe rilanciato, probabilmente fino all'all-in. In effetti Dwan è famoso per essere un giocatore aggressivo e capace di bluff spericolati al tavolo: forse avrebbe potuto sfruttare di più la sua fama. Se però guardiamo come è andata la mano non si può certamente criticare la scelta di slow-play da parte di Dwan che, forte di un punto nuts, alla fine è riuscito a portare Hellmuth fino in fondo senza spaventarlo e sfruttando la sua posizione di vantaggio nel migliore dei modi.
La cosa che rende questa mano speciale e degna di essere studiata è la scelta finale fatta da Phil Hellmuth, capace di non vedere l'all-in di Dwan e di gettare le carte con un gran punto come il colore. Hellmuth fin dall'inizio ha un atteggiamento sospettoso nei riguardi del suo avversario, che conosce bene e con il quale si è già scontrato più volte nel passato. Vincitore di ben 11 braccialetti alle World Series of Poker, Phil segue con molta attenzione la strategia di "check and call" attuata da Tom. Capisce da subito che il suo antagonista ha un ottimo punto in possesso, come minimo un tris d'Assi dopo che sono state girate le tre carte al flop. Il "problema" per Hellmuth è che il suo progetto di colore diventa realtà dopo che il dealer gira la quarta carta, cioè il turn e se ciò non fosse sufficiente, oltre al colore si ritrova con scala colore bilaterale, prima che venga girato il river (ultima delle 5 carte comuni), un punto che se realizzato, lo metterebbe al riparo da qualsiasi combinazione di carte possa avere il suo avversario in questa mano. Quando il dealer (mazziere) gira l'ultima carta sul tavolo e per Phil sfuma la possibilità di realizzare scala colore l'insicurezza che ha l'accompagnato fin dall'inizio non abbandona il giocatore, malgrado abbia in mano un punto molto alto come il colore.
La bravura di lasciare la mano
Quando Dwan fa check anche dopo l'ultima carta per Hellmuth è molto difficile immaginare cosa possa aver in mano il suo avversario che l'ha seguito senza problemi fino al river. La forza di Dwan è quella di essere difficilmente leggibile dai suo avversari: potrebbe avere un punto alto, probabilmente un tris d'Assi, potrebbe avere un punto altissimo, come un full o un colore più alto di quello di Hellmuth, potrebbe aver bluffato come ha già fatto nel passato. Secondo alcuni critici Hellmuth, preso da questi dubbi, avrebbe fatto bene a bussare a sua volta dopo in check del suo avversario sul river, questa mossa gli avrebbe permesso di risparmiare le chip dell'ultima sostanziosa puntata.
Pre-Flop
Vediamo come è andata la mano dal punto di vista di chi alla fine l'ha persa, Phil Hellmuth. Siamo al tavolo della 3° edizione di Premier League Poker del 2009. A sfidarsi al tavolo verde ci sono sei giocatori più rappresentativi di poker al mondo. In questo momento il piccolo buio è di 1.000 chip mentre il grande buoi è di 2.000. Hellmuth che è il 4° a parlare dopo che la Coren, Helppi e Medic hanno gettato le carte, quindi passato la mano, decide di puntare 6.000 chip con una mano J-9 di cuori (suited). Dopo di lui è il turno di Dwan, che è di piccolo buio e decide di vedere la puntata mettendo altre 5.000 chip nel pot (piatto). L'ultimo a parlare è Tony G che, malgrado si di BB (grande buio) decide di passare. Hellmuth si ritrova come unico avversario Dwan, giocatore molto aggressivo e capace di "bluffare" molto bene. Malgrado l'history dell'avversario è probabile che Hellmuth sospetti che Dwan abbia in mano almeno una carta alta, se non addirittura due. La partita testa a testa inizia in modo equilibrato, con Hellmuth che a sua insaputa ha il 43% di probabilità di successo. Con solo due giocatori ancora dentro la mano, il piatto prima che il dealer giri il flop sul tavolo è di 14mila chip.
Prime tre carte scoperte Flop
Le tre carte del flop sono: 10 di cuori, Asso di quadri e Asso di cuori. Dwan è il primo a parlare e decide di "bussare". E' il turno di Hellmuth con con quattro quinti di colore (draw) si sente più forte rispetto al pre-flop, non sa che in realtà le sue probabilità di successo sono crollate fino all'1%. Phil sa che Tom è un giocatore molto aggressivo capace anche di bluff molto arditi. Il fatto che abbia bussato può voler dire due cose: che abbia effettivamente in mano un Asso e quindi abbia realizzato un tris, oppure che stia tentando un bluff fin dal pre-flop e che non voglia rischiare più di tanto (viste le carte dopo il flop). Hellmuth decide di testare le intenzioni del suo avversario con una puntata importante, 8mila chip. Dwan chiama la puntata di Hellmuth in questo momento probabilmente è più propenso a credere che il suo avversario abbia effettivamente in mano un tris e che abbia deciso di giocare piano per guadagnare il maggior numero di chip da questa mano. La speranza di Phil è quella di realizzare con la quarta carta girata sul tavolo verde (turn) il colore. Il pot in questo momento è di 30mila chip.
Quarta carta scoperta Turn
La quarta carta girata dal dealer sul tavolo è l'8 di cuori. Hellmuth è riuscito non solo a realizzare il colore ma potrebbe addirittura realizzare una "scala colore" con la giusta carta di cuori girata come ultima sul tavolo. Anche se le sue possibilità di successo in realtà sono salite appena al 5%, con una sola carta ancora da girare. Hellmuth con colore in mano deve sentirsi per forza il più forte la tavolo. Malgrado il gran punto però l'atteggiamento di Dwan no lo convince. Il suo avversario, che è sempre il primo a parlare, ripete quanto fatto precedentemente e bussa. Hellmuth molto probabilmente si sarebbe aspettato una "puntata" da parte di Dwan, questo check lo insospettisce, Phil decide di replicare la puntata fatta dopo il flop, 8mila chip, deciso a testare ancora la reazione del suo avversario che, esattamente come prima, si limita a vedere la puntata. Questo modo di comportarsi da parte di un giocatore aggressivo come Tom insospettisce ancora di più Phil, che ormai è quasi convinto che il suo avversario non stia bluffando ma abbia effettivamente un buon punto in mano (sebbene più basso del suo colore) e stia aspettando l'ultima carta per passare all'attacco. La sua speranza, forte del colore che ha in mano, è quella che Dwan decida finalmente di fare una puntata forte per poi rilanciare. Prima che il mazziere giri sul tavolo la quinta e ultima carta (river) il piatto è salito a 46mila chip.
Quinta carta scoperta River
La quinta carta scoperta girata dal dealer sul tavolo verde è un 5 di quadri. Tom Dwan non modifica la sua strategia e ancora una volta decide di bussare. Hellmuth non ha realizzato la scala a colore che l'avrebbe messo al riparo da qualsiasi brutta sorpresa, ma ha per sempre colore come punto in mano. E' il momento decisivo della mano e probabilmente per il proseguo della partita. Hellmuth potrebbe bussare anche lui senza aggiungere altre chip e svelare il "misterioso" punto di Dwan il il suo tentativo di bluff, oppure potrebbe puntare pesantemente e vedere la reazione dell'avversario. Forte del suo colore, decide di puntare 29mila chip. Tom Dwan, dopo averci pensato qualche secondo, gli risponde rilanciando all-in (78mila chip). A questo punto Hellmuth resta spiazzato, e inizia a pensare a quale punto possa avere effettivamente Dwan. Nella sua testa fino a questo momento era sicuro che avesse un Kappa e un Asso, ma ora il dubbio che possa avere un punto più alto del suo si fa sempre più grande.
Più che un full, Hellmuth pensa ad un colore con carte più alte delle sue. Dopo averci riflettuto più di un minuto e mezzo decide di gettare le carte. Anche se in quel preciso momento non lo sa, con questa decisione riesce ad evitare la catastrofe perché il colore avrebbe perso contro un full d'Assi di Dwan. Anche se alla fine e riuscito a limitare i danni e ha avuto il coraggio di gettare un colore, per molti Hellmuth ha commesso la stesso errore: la puntata sul river dopo il check dell'avversario. Se avesse semplicemente bussato a sua volta avrebbe messo fine alla partita risparmiando 29mila chip: se Dwan avesse avuto tris o avesse bluffato, infatti, si sarebbe portato a casa il piatto, se invece il suo avversario avesse avuto full o colore con carte più alte delle sue avrebbe perso meno chip di quante effettivamente ha perso alla fine. Questa critica è giusta, ma resta l'atto di coraggio compiuto da Hellmuth: quanti giocatori professionisti seduti al tavolo verde avrebbero avuto il coraggio di passare con colore in mano?
Perché ha vinto Tom
Dwan ha vinto essenzialmente perché dopo il flop il mazziere ha girato le tre carte del flop sul tavolo ha realizzato un full d'Assi e si trovato con il 99% di probabilità di successo. Quello che si può apprezzare di Dwan durante questa mano è la sua strategia di giocare piano in modo da non spaventare il suo avversario, tattica che gli ha permesso di guadagnare una buona quantità di chip. Per chi ha visto la partita dal di fuori, con le carte scoperte, Dwan ha giocato fin troppo in modo passivo. Per molti, una puntata alta dopo il turn e soprattutto dopo il river al posto del check iniziale avrebbe portato ad un rilancio sostanzioso da parte del suo avversario, permettendogli di guadagnare ancora più chip. E' evidente che Tom non abbia sospettato il colore realizzato da Hellmuth dopo ilo turn, altrimenti sicuramente avrebbe agito in modo diverso. Il suo giocare slowplay ha permesso all'avversario di avere qualche possibilità in più di successo prima dell'ultima carta, ma parliamo pur sempre si un 5% di probabilità di realizzare scala colore da parte di Phil. Si può dire che la sua tattica abbia funzionato alla perfezione me che solo l'intuito del suo avversario non gli abbia permesso di guadagnare il massimo con l'all-in finale.
Fonte:Sergio Brambilla Poker Texas Hold'em
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