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sabato 23 febbraio 2013

Giocatori di Poker si diventa...non si nasce

Ormai l’abbiamo capito: il poker Texas Hold’em non è una semplice moda del momento, ma un vero e proprio fenomeno di costume che, partito dagli States, sta coinvolgendo milioni di persone in tutto il mondo. Siti web specializzati nel poker online, canali televisivi dedicati al Texas Hold’em, cronache di poker che occupano sempre più spazio sui giornali, insomma se ne parla tanto e si gioca anche tanto.
Questo exploit del poker texano ha prodotto, oltre che veri e propri professionisti capaci di vivere di poker, anche un curioso mix di giocatori che si sentono tali solo perché hanno seguito qualche programma televisivo o perché hanno vinto qualche torneo di poker online, magari in modalità “for fun”.
Attenzione! Le regole del Texas Hold’em sono facili da imparare… così come è facile illudersi di avere il know-how necessario per vincere.
Tali presunti giocatori di poker vedono in televisione professionisti del calibro di Gus Hansen o Daniel Negreanu rilanciare – tanto per fare un esempio – pur avendo in mano carte terribili e pensano che quello sia il modo giusto di giocare. I virtuosismi del gioco lasciamoli ai professionisti.
Per imparare a giocare a poker occorre ben altro che qualche programma televisivo: ogni player che afferma di avere solidi profitti con il poker, ha alle spalle decine di libri di teoria e strategia letti, migliaia di mani giocate ai limiti più bassi del gioco e spesso lezioni di poker pagate profumatamente ai coach che si iniziano a trovare in rete anche in Italia.
Come in ogni settore lavorativo, anche nel poker occorre la competenza e la nuova generazione di giovanissimi poker player sta popolando le poker room online a caccia di “fish”: se non avete la giusta preparazione, incontrare uno “shark” affamato potrebbe costarvi molto caro.

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