Il
gattino, stabilisce con la madre un lungo rapporto, mediante il quale
impara da lei, per dir così, "a stare al mondo". ... Si direbbe, così,
che i mici restano segnati in perpetuo da questa interazione prolungata,
e didattica, con la madre, e soprattutto se sono stati separati da lei
precocemente, per tutta la vita non soltanto si ricordano di mamma, ma
nei momenti di più acuta nostalgia, recitano una specie di commedia dei
miraggi, che io ho battezzato "del gatto mammista".
...
Siete, per esempio, distesi sul letto, decisi a prendere sonno nella
maniera più sollecita possibile. Il vostro gatto si avvicina facendo
ron-ron a gola spiegata, si distende accanto a voi e si mette a
succhiare beatamente una piega del vostro pigiama, mentre con le zampine
anteriori, dita divaricate e unghie in fuori, vi preme con movimento
alterno la spalla. Che cosa sta facendo? Semplice, sta recitando per
l'appunto quella commedia di cui sopra: finge, in altre parole, di
prendere il latte, in un momento di vertiginosa regressione all'infanzia
più remota. ... Questa recita può protrarsi anche per una decina di
minuti. Dopo di che, il gatto, che è andato alla ricerca del tempo
perduto, sembra svegliarsi dalla sua fantasticheria onirica, vi fissa
come stupito, e se ne va. ...
Insomma, il gatto è una versione a quattro zampe di Peter Pan.
(Giorgio Celli - Etologia di un'amicizia)
Nessun commento:
Posta un commento