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venerdì 21 giugno 2013

Poker: la famigerata varianza .........


C’è una parola che accostata al Poker Texas Hold’em può far scorrere sulla nostra pelle brividi di piacere o terrore, la famigerata varianza.Questo concetto matematico viene solitamente usato nella statistica (ecco perchè lo ritroviamo nel poker) per spiegare alcune differenze e particolari deviazioni rispetto a ciò che ci aspettiamo nel complesso mondo dei numeri.
Ora, senza entrare troppo in merito e rischiare di non uscirne vivi da una discussione matematica che farebbe rizzare i capelli ad Einstein, proveremo ad analizzare in che modo effettivamente la varianza influenzi le nostre piacevoli serate sui tavoli verdi.
Prendiamo un esempio classico: un avversario decide di andare all-in, noi sbirciando le nostre carte scopriamo di avere una bella coppia d’Assi in mano… possiamo mica foldare! L’altro giocatore scopre le sue carte, una coppia di 4. Bene, siamo a cavallo! …ed è proprio qui che entra in campo la varianza, silenziosa come un ninja e violenta come un episodio di “South Park”.
La statistica ci insegna che abbiamo una probabilità di vittoria che si avvicina all’80%, quindi possiamo stare relativamente tranquilli… ecco, appunto, relativamente. Perchè poi sul flop esce un bel 4 che dà il tris al nostro avversario e noi ci troviamo fuori dal torneo con le carte più belle del mondo.
Se analizziamo la situazione nello specifico, il 20% di probabilità di salvarsi che aveva l’altro giocatore corrisponde a 2 volte su 10, quindi tutto ciò non è poi così impossibile come molti potrebbero pensare. Sul lungo termine, il nostro avversario accumulerà più sconfitte che vittorie con quelle carte, ma noi tenderemo a ricordarci solamente le volte in cui i nostri Assi vengono scoppiati perchè una bruciante sconfitta lascia più segni di una rassicurante vittoria.
Quella deviazione casuale che ha fatto accadere l’ipotesi meno probabile, la varianza appunto, ha deciso la nostra sconfitta, ma sappiamo bene che nel lungo termine la coppia d’Assi batterà quella di 4 una media di 8 volte su 10.
La varianza ha un nick name tutto suo sui tavoli verdi, cioè sfiga: pensateci bene, quante volte avete sentito la frase “solo quella carta lo salvava ed è uscita”?
Così poi ce la prendiamo con l’avversario che “ha sculato”, il dealer che “porta sfortuna” o la poker room virtuale che “è truccata”.
In verità tutto questo nel magico mondo dei numeri è all’ordine del giorno, semplicemente succede e in statistica viene regolato dalla legge della varianza, ma non è lei la causa di tutti i mali del poker: i brutti giocatori, quelli che non hanno rispetto, quelli che giocano a Texas Hold’em come fosse una partita di bingo… ecco, questi davvero rovinano il poker. La statistica ci dice semplicemente che stasera abbiamo perso, ma se continueremo a giocare così nel lungo termine vinceremo… anche se “quella” mano con Asso-Asso brucia ancora!
E ancora:

varianza


Spesso nel poker si sente parlare del concetto di varianza, e ancor più di frequente questo concetto viene associato al comune “colpo di sfortuna”.
In realtà, ci sono alcuni punti che è bene prendere in considerazione quando si parla di varianza nel poker: questi punti derivano tutti dalla mera statistica e da definizioni matematiche (per la verità formule decisamente complesse!) che applicate sul tavolo verde aiutano a comprendere meglio certe mani e lo svolgimento di determinate situazioni.
Non ce ne vogliano i professori di matematica, ma ora, da giocatori di poker, tenteremo di semplificare al meglio i complessi meccanismi che stanno dietro la parola “varianza”. Gli esperti di statistica potrebbero storcere il naso di fronte alla nostra spiegazione, ma vi saremo grati se prenderete il nostro post con un sorriso sulle labbra ricordandovi che siamo, appunto, soltanto dei rounders!
La varianza in matematica indica – in parole povere e senza entrare proprio in ambito tecnico – la misura del rapporto tra due valori: se quindi ad esempio abbiamo due voti d’esame che sono 4 e 10 il valore del rapporto tra questi due numeri (la varianza, per l’appunto) appare estremamente elevato, essendo uno un’insufficienza grave e uno un successo pieno. La varianza in sostanza prova a spiegare alcune particolari differenze e deviazioni dai fenomeni casuali legati al mondo dei numeri.
Come applicare tutto ciò al tavolo da poker?
Immaginiamo di avere la mano migliore che il Texas Hold’em possa offrire pre-flop, ossia gli American Airlines serviti dal mazziere; decidiamo di andare all in prima dell’uscita delle carte comuni e un avversario ci chiama con una coppia di 4. A questo punto, chi non gioca da molto, certamente penserà “È fatta! Questa mano è mia!”. Ma ecco che entra prepotentemente in campo il concetto di varianza.
La statistica (nel caso specifico del poker quelle che chiamiamo odds) è totalmente a nostro favore: l’esperienza ci insegna che abbiamo quasi l’80% di probabilità di vittoria. Inaspettatamente, un 4 cade al river e offre un tris all’avversario e noi siamo fuori dal torneo.
Se ci fermiamo un attimo a ragionare – dopo l’ovvia rabbia del momento – ci rendiamo conto che l’altro giocatore aveva il 20% di possibilità di vittoria, quindi 2 mani ogni 10, e possiamo facilmente comprendere come tutto ciò non sia quindi impossibile. Nel lungo termine il nostro avversario, andando in all in sempre con coppia di 4 contro una coppia d’assi, si ritroverà certamente a collezionare più sconfitte che vittorie, nella proporzione di 8 a 2.
Solitamente si tende a parlare di varianza nel poker soltanto dopo una striscia molto negativa, ci si dimentica spesso però quelle serate in cui si centrano punti incredibili sebbene si partisse – statisticamente parlando – molto svantaggiati.
Ciò non significa che il poker sia esclusivamente un gioco di fortuna, in quanto la varianza incide esclusivamente sul breve o al massimo medio periodo. Un bravo giocatore in grado di leggere gli avversari, bluffare e spingere al momento giusto alla lunga sarà sempre vincente.
Quello che di solito ci frega, però, è un antico concetto: delle vittorie ci si dimentica in fretta, delle cocenti sconfitte invece rimane una cicatrice nel nostro orgoglio pokeristico spesso difficile da cancellare. (Dal Web)
Spesso per spiegare i colpi di sfortuna il giocatore di poker usa il termine varianza ma, in realtà, di cosa si tratta? La varianza è un concetto statistico che va ad indagare alcune deviazioni dall’evento aspettato. Nel poker, infatti, viene usato in maniera inappropriata, soprattutto quando si ha un periodo negativo molto lungo. Ma è naturale che è un concetto che andrebbe applicato anche in caso di serie positive. La varianza, innanzitutto, è inevitabile dato che, quando giochiamo a carte, abbiamo a che fare con numeri e probabilità. Non è una cosa casuale perché dipende molto dal modo in cui si conduce un gioco. Se giochiamo nel modo giusto, prima o poi avremo i nostri risultati, la varianza va ad incidere solo in un arco temporale ristretto. Fare le scelte giuste significa essere matematici e non giocare impulsivamente. Quindi è importante giocare sempre all’interno del bankroll stabilito, mai oltrepassarlo, e di giocare molto senza cambiare spesso strategia perché, nel lungo periodo, potremmo avere i nostri risultati. Solo così non saremo vittime della varianza. - See more at: http://strategia-poker.com/la-varianza-nel-poker/#sthash.sVxeAQGq.dpuf
Spesso per spiegare i colpi di sfortuna il giocatore di poker usa il termine varianza ma, in realtà, di cosa si tratta? La varianza è un concetto statistico che va ad indagare alcune deviazioni dall’evento aspettato. Nel poker, infatti, viene usato in maniera inappropriata, soprattutto quando si ha un periodo negativo molto lungo. Ma è naturale che è un concetto che andrebbe applicato anche in caso di serie positive. La varianza, innanzitutto, è inevitabile dato che, quando giochiamo a carte, abbiamo a che fare con numeri e probabilità. Non è una cosa casuale perché dipende molto dal modo in cui si conduce un gioco. Se giochiamo nel modo giusto, prima o poi avremo i nostri risultati, la varianza va ad incidere solo in un arco temporale ristretto. Fare le scelte giuste significa essere matematici e non giocare impulsivamente. Quindi è importante giocare sempre all’interno del bankroll stabilito, mai oltrepassarlo, e di giocare molto senza cambiare spesso strategia perché, nel lungo periodo, potremmo avere i nostri risultati. Solo così non saremo vittime della varianza. - See more at: http://strategia-poker.com/la-varianza-nel-poker/#sthash.sVxeAQGq.dpuf

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