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venerdì 7 febbraio 2014

Poker: Conta la fortuna?

E’ quella carta che ha un 5% di probabilità di uscire e che alla fine il dealer gira sul board. Due Assi o due Kappa “scoppiati”, che vuol dire perdenti, e lo stack che si riduce sensibilmente per questa botta di fortuna per non dire peggio.
Sorge dunque spontanea una domanda. Quanto conta la fortuna nel Poker Texas Hold’em? Una bella domanda dalla risposta complicatissima. 
E’ l’argomento più discusso dai giocatori amatori e professionisti, prima, durante e dopo un torneo. Raccontando le mani di come si è usciti o di come si è raddoppiato il proprio piatto (double up, in gergo pokeristico), c’è sempre quell’imprecazione contro la mala sorte che ha fatto uscire sul board proprio quella carta che non doveva e invece ha mandato le chip verso la sponda dell’avversario. La regola generale, che è anche la possibilità che un gioco come il poker texas Hold’em offre, è quella di limitare i danni di una mano che si sta giocando.
Cosa significa? Significa calcolare le outs che si hanno in base a quello che potrebbe avere in mano l’opponent. Le outs sono le carte che ci servono per chiudere il punto per il quale stiamo giocando o per migliorare quello che abbiamo in mano (una coppia che può trasformarsi in tris). Calcolare rischi, vantaggi, possibilità in ogni mano. Evitare pericoli e trappole.
Come si fa? Rilanciando per fare selezione al tavolo e per far buttare le carte agli avversari e tenere bene a mente l’andamento della mano. Da un rilancio, un check o un call si può leggere la mano dell’avversario e guidare l’andamento della mano grazie all’azione al tavolo.
Strategie di raise, call, limp, all in e bluff. Sono stati già scritti libri e pagine di teoria su alcola, più si seguono strategie e meno si rischia al tavolo di incorrere in brutte mani, ovvero in bad beat. Ma riprendendo le fila del discorso, un all in spregiudicato con una mano marginale può scoppiare una monster hand o annullare il vantaggio di due Over Card come A K o A Q.
Eccolo allora quel 3% al river che esce e manda avanti il player con un piede fuori dal torneo e abbatte le speranze di chi credeva di aver già messo le mani sul piatto.
E’ una questione di probabilità Mai dimenticarsi che giocare significa in primis calcolare le probabilità. Nel caso in cui le probabilità sono bassissime distinguere tra matematica e pura sorte può essere molto complicato. Il giocatore deve sapere che queste situazioni vanno messe in conto e che tutto può capitare, semplicemente perchè il calcolo lo consente.
C’è poi tutto un altro versante che è quello delle carte che i giocatori riescono a “vedere” durante un torneo. Qui l’aleatorietà è totale. Non c’è niente che calcoli quali carte si riceveranno in un torneo. Come il dealer distribuirà AA o KK .
Giocare con coppie alte o con over card che consentono azione al tavolo è molto più facile del condurre bluff costanti per rubare bui e sopravvivere ai livelli che crescono costantemente. E altro elemento che facilita al tavolo è quanto e come si “lega” il punto tra le proprio carte e il flop. Giocare con una figura dall’Asso al Kappa fino al Jack e comporre sempre la top pair al flop è ancora più semplice. Un gioco complesso in cui la fortuna conta ma in cui contano tante qualità. Le conferme arrivano dai tanti campioni che al tavolo continuano a fare risultati nel tempo e dimostrano che quella vittoria importante che li ha fatti riconoscere non è stato un caso o un colpo di fortuna. Ma frutto delle proprie qualità di gioco.

Fonte: Il Giornale

Conta la Fortuna? Poco: vi spiego perché

La cattiva sorte incide solo nel breve periodo. Studiate rivali e situazioni, curate la strategia e la batterete!

Quanto conta la fortuna nel poker americano? E' una delle domande più gettonate del momento. La mia risposta? Dipende. E' impossibile quantificare l' influenza della fortuna nel texas hold' em. Questo perché ci sono tantissimi fattori che determinano il risultato di una partita. Una cosa è certa, se continui a perdere, non attaccarti alla iella. E' meglio rivedere la propria strategia. Se io sono professionista dal ' 99 e riesco a vivere solo con le vittorie ai tavoli verdi, la ragione non è che sono nato con la camicia. La verità è che lo studio del gioco, l' esperienza, la passione, doti varie (calma, razionalità, ecc.) può portare chiunque ad essere un vincente. Per diventare campioni il talento puro è indispensabile, ma già arrivare alla serie B si riesce a guadagnare. Basta non dare, quando si perde, sempre la colpa alla sfortuna, allo shuffle delle carte, ai siti, al croupier.
"Più selettivi siete nelle mani iniziali, meno errori farete. E meno colpi di sfortuna subirete. "
strategie — Nel breve periodo la sfortuna può incidere parecchio. Ma alla lunga (parlo di almeno un anno) se siete bravi il bilancio sarà positivo. Per limitare l'oscillazione della fortuna bisogna avere disciplina e conoscere le varie situazioni di gioco. Un esempio: AA contro 66 è favorito circa 4-1, cioè ha l' 80% di probabilità di vittoria. Ma questa percentuale è valida solo se i giocatori sono all in prima del flop. Una coppietta di 6, è al contrario, una mano molto interessante durante gli inizi di un torneo, e se giocata in modo giusto, può darvi grandi frutti. Investite poco, per avere il massimo del ritorno in caso settate (gergo per il tris sul flop). Questo per farvi capire che non si giocano allo stesso modo AA, 66 e altre combinazioni. Ci sono mosse e contromosse nell' hold' em e noi dobbiamo decidere la strategia migliore, anche considerato chi abbiamo davanti. Online, basta fare attenzione a come giocano i vostri avversari all' inizio del torneo: se uno chiama o rilancia le prime 5 mani, è ovvio che gioca troppo e probabilmente è un novizio. Contro di lui si può giocare anche qualche mano meno forte. Al contrario se un avversario non gioca mai una mano, la probabilità è che lui sia un giocatore solido, dobbiamo stare attenti. La strategia adatta? Più selettivi siete nelle mani iniziali, meno errori farete. E meno colpi di sfortuna subirete. Certo, giocando "stretti" avrete meno possibilità di guadagnare le chip dei più pazzi, che sono quelli che vanno "stirati" agli inizi. E' stato stimato che il 75% delle mani giocate online, vengono vinte senza lo showdown, cioè il giocatore che punta o rilancia vince il piatto senza mostrare la mano. Questo fa capire che essere aggressivi paga e che, allo stesso tempo, il gioco è meno fortunoso di ciò che si pensa.
scoppi — Il poker texano è legale in Italia da settembre 2008, e Gioco Digitale (poi diventata GdPoker) è stata la prima poker room ad organizzare tornei per soldi. Con una storia così recente, ovviamente la media dei giocatori del sito è abbastanza debole. Per questa ragione gli scoppi sono statisticamente più frequenti, e questa viene utilizzata come l' ennesima scusa se si perde. Io sono stato al tavolo coi migliori pro al mondo, e vi assicuro, che la pressione che questi giocatori mettono su di voi al tavolo, è ben più difficile da sopportare di quella di un novizio che ogni tanto mi batte con una mano inferiore. la morale è: se uno vi chiama con una mano inferiore, e ha ad esempio il 30% di probabilità di vittoria, ci riuscirà solo con quella percentuale, 3 volte su 10. La prossima volta sarà il contrario.
basta scuse — Dunque il moto deve essere: "Basta con le scuse, da domani mi metto a studiare l' hold' em". Per diventare vincenti ci vuole anche la pratica. Il bello è che tutti possono vincere fin dal primo giorno. Se vi capita, bene, ma ricordate: c' è sempre da imparare.
Max Pescatori
Ho trovato questo articolo nella Gazzetta dello Sport.it e credo valesse la pena di pubblicarlo.

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