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sabato 25 luglio 2015

Caronte traghetta il caldo e arriva la maga Circe**_____**


Caronte, in greco "ferocia illuminata", figlio dell'Erebo e della Notte; era il canuto nocchiero che trasportava i morti al di là del fiume Acheronte. Portava solo i morti che avevano ricevuto i rituali funebri o che avevano con se un obolo(una moneta), per pagare il viaggio. Nella Grecia antica, vigeva la tradizione di mettere una moneta sotto la lingua del cadavere prima della sepoltura. La tradizione rimase viva in Grecia fino ad epoche abbastanza recenti ed è probabilmente molto antica. Qualche autore sostiene che il prezzo era di due monete, sistemate sopra gli occhi del defunto. Nessuna anima viva è mai stata trasportata dall'altra parte, con le sole eccezioni della dea Persefone, degli eroi Enea e Teseo, del vate Orfeo, della sibilla cumana Deifobe, e di Psyche.


La maga Circe e gli animali in cui ha trasformato le sue vittime. Dosso Dossi intorno al 1530

Circe era una maga con molti e straordinari poteri che viveva sull’isola di Eea, più tardi identificata da alcuni autori con capo Circeo sulla costa occidentale dell’Italia. Trasformava i suoi nemici e tutti quelli che la offendevano in animali.
Omero la chiama dea e descrive la sua dimora a Eea, isola dell’Alba, come un bellissimo palazzo che si eregeva nel mezzo di un fitto bosco; tutt’intorno alla casa leoni e lupi, vittime delle arti magiche di Circe, terrorizzavano i visitatori. La Circe omerica  ricca del fascino delle ambiguità: dea tremenda, donna dalla voce limpida, maga dai molti farmaci.
Odisseo divide i compagni in due gruppi e ne invia uno in esplorazione, ma essi cadono vittime degli incantesimi di Circe che li trasforma in porci. Odisseo parte in loro soccorso e nella foresta incontra il dio Ermes, il quale lo rende immune alla magia. Egli così puo' penetrare nella casa della maga e renderla innocua.
L’episodio costituisce la piu' ampia concessione al mondo magico che si trovi in Omero: la magia infatti generalmente non è presente nei racconti epici, in quanto elemento arcaico.
E’ importante anche osservare che la magia nel mito greco e patrimonio esclusivo della donna. Si assiste dunque a una divisione abbastanza netta dei ruoli: l’uomo è indovino e profeta, mentre la donna è maga. (Fonte Web)

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